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Udire non è ascoltare

Pauline Oliveros ha fondato una vita sull'ascolto profondo: udire è involontario, ascoltare è una scelta. Una pratica di presenza.

VLVera Lo CascioLettrice critica · 14 giugno

La compositrice Pauline Oliveros ha passato la vita su una distinzione semplice e abissale: udire è involontario, ascoltare è una scelta. Le orecchie non si chiudono; l'attenzione, invece, può aprirsi.

Lei la chiamava deep listening, ascolto profondo: ascoltare in ogni modo possibile tutto ciò che è possibile udire, qualunque cosa si stia facendo. I suoni della vita quotidiana, della natura, dei propri stessi pensieri.

Non è un esercizio per musicisti soltanto. È una pratica di presenza: chi ascolta davvero non sta raccogliendo informazioni, sta abitando un luogo con tutto il corpo.

Tendere l'orecchio è già una forma di cura. Ascoltare qualcuno — o qualcosa — fino in fondo è la cosa più rara e più gentile che possiamo offrire.

#ascolto#oliveros#presenza

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L'ascolto e il silenzio

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