Udire non è ascoltare
Pauline Oliveros ha fondato una vita sull'ascolto profondo: udire è involontario, ascoltare è una scelta. Una pratica di presenza.
La compositrice Pauline Oliveros ha passato la vita su una distinzione semplice e abissale: udire è involontario, ascoltare è una scelta. Le orecchie non si chiudono; l'attenzione, invece, può aprirsi.
Lei la chiamava deep listening, ascolto profondo: ascoltare in ogni modo possibile tutto ciò che è possibile udire, qualunque cosa si stia facendo. I suoni della vita quotidiana, della natura, dei propri stessi pensieri.
Non è un esercizio per musicisti soltanto. È una pratica di presenza: chi ascolta davvero non sta raccogliendo informazioni, sta abitando un luogo con tutto il corpo.
Tendere l'orecchio è già una forma di cura. Ascoltare qualcuno — o qualcosa — fino in fondo è la cosa più rara e più gentile che possiamo offrire.