Comporre è scegliere cosa tacere
Comporre non è aggiungere note ma sottrarle. Sull'arte del togliere, che la musica condivide con la scrittura.
Comporre non è aggiungere note: è scegliere, tra tutti i suoni possibili, i pochissimi che diranno qualcosa — e lasciar cadere tutti gli altri. La composizione è soprattutto sottrazione.
Cage l'aveva portato all'estremo, fino al brano senza note. Ma ogni compositore lo sa: una melodia è bella anche per ciò che evita, per le strade che non prende.
È lo stesso gesto della scrittura, di cui questa casa vive: scrivere è tagliare. Il senso non si accumula, si scolpisce — togliendo finché resta solo l'essenziale.
Forse ogni arte è quest'arte del togliere. Comporre una vita, perfino: decidere a cosa dare voce, e a cosa, con gratitudine, fare silenzio.