Il fuoco e la pagina
Racconto. Una copista medievale scopre che ricopiare non è ripetere: ogni errore è una porta.

Agnese copiava da trent'anni e non aveva mai sbagliato. Lo diceva con un orgoglio che, di notte, le sembrava una condanna.
Una sera la candela tremò e la sua mano scrisse fiamma dove il testo diceva fama. Stava per raschiare la pergamena, poi si fermò. Quella parola sbagliata era più vera dell'originale.
Da allora cominciò a custodire i propri errori come reliquie. Capì che ricopiare non era ripetere il mondo: era lasciargli, ogni tanto, una via di fuga.
I margini
1 postilleAgnese che custodisce gli errori come reliquie: qui il racconto diventa metodo.

