L'attenzione come atto politico
Decidere a cosa dare ascolto è già una scelta di campo. Note per un'etica dello sguardo nell'epoca della dispersione.

Non c'è risorsa più contesa della nostra attenzione. Eppure continuiamo a trattarla come un fatto privato, mentre è il terreno su cui si gioca quasi tutto.
Dare ascolto a qualcosa significa, nello stesso gesto, sottrarlo a qualcos'altro. Ogni attenzione è una piccola politica: distribuisce presenza, assegna valore, fonda gerarchie silenziose.
Un'etica dello sguardo comincia dalla domanda più semplice e più scomoda: a chi, a cosa sto effettivamente dando il mio tempo?
I margini
2 postilleLa domanda finale meriterebbe un percorso a sé. La raccolgo nel manifesto?
Aggiungerei: anche non dare ascolto è una politica. Il silenzio amministrato.

