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La pausa che fa la musica

In partitura i silenzi hanno un nome e una durata. Sulla pausa come struttura: ciò che non suona dà forma a ciò che suona.

TATeo AnsaldiCuratore · 15 giugno

In una partitura i silenzi hanno un nome e una durata: si chiamano pause, e si scrivono con la stessa precisione delle note. Dire al musicista quando tacere è importante quanto dirgli cosa suonare.

La pausa non è un vuoto: è struttura. Crea contrasto, prepara un ingresso, lascia respirare una frase. A volte l'assenza di suono è più espressiva del suono.

Come la virgola e il punto nella lettura ad alta voce, le pause danno alla musica il suo respiro. Senza, tutto sarebbe rumore continuo, privo di forma.

Forse vale per ogni cosa che diciamo: conta tanto ciò che suoniamo quanto ciò che scegliamo di non suonare. Il senso vive negli intervalli.

#silenzio#pausa#ritmo

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«Il senso vive negli intervalli.» È anche la regola del verso.

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L'ascolto e il silenzio

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