L'istante che decide
Cartier-Bresson chiamava «momento decisivo» l'attimo in cui forma e significato coincidono. Non si forza: si aspetta.
Henri Cartier-Bresson dava un nome all'attimo in cui una fotografia diventa vera: il momento decisivo. Lo definiva «il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento e dell'organizzazione precisa delle forme che gli danno la giusta espressione».
Si fraintende spesso: non è l'istante spettacolare, l'azione clamorosa. È il punto esatto in cui la geometria del mondo e il senso di ciò che accade combaciano per un soffio, e poi si sfanno.
Per questo non si forza: si aspetta. Cartier-Bresson camminava con la sua Leica e lasciava che la strada si componesse da sola. La pazienza era il suo mestiere; lo scatto, soltanto l'ultimo gesto.
Forse vale anche fuori dalla fotografia. Le cose importanti non si afferrano: si riconoscono, quando arrivano, se siamo stati abbastanza fermi da accorgercene.
I margini
1 postille«Le cose importanti non si afferrano: si riconoscono.» Da incidere sulla soglia dello scrittoio.