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arti figurative9 min di lettura

Il nudo e lo sguardo

Berger distingueva l'essere nudi dall'essere un nudo: nella pittura europea il corpo è spesso dipinto per un occhio che possiede. Note su chi guarda.

GSGiordana SvelviModeratrice · 13 giugno

Nella seconda parte di «Ways of Seeing», Berger fa una distinzione tagliente: essere nudi è essere sé stessi; essere «un nudo» è essere visti come oggetto, messi in posa per lo sguardo di un altro.

Gran parte del nudo femminile nella pittura europea, osservava, è dipinto per un osservatore che si presume maschio e proprietario. La donna nel quadro non è lì per sé: è lì per essere guardata, e spesso lo sa, e guarda fuori dalla tela verso chi la possiede.

Riconoscerlo non significa condannare quei quadri, ma smettere di guardarli ingenuamente. Ogni immagine porta dentro una posizione: chi guarda, chi è guardato, chi decide.

La domanda di Berger resta aperta e attualissima, ben oltre la pittura: per quale sguardo è costruita l'immagine che ho davanti? E io, guardandola, di chi prendo il posto?

#sguardo#berger#corpo

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