Il colore inganna
Josef Albers passò una vita a dimostrare che nessun colore è mai ciò che sembra. Elogio dell'occhio che si lascia condurre.
«In percezione visiva un colore non è quasi mai visto com'è realmente», scriveva Josef Albers. È la materia più relativa dell'arte: lo stesso colore, accanto a vicini diversi, diventa due colori; due colori lontani, nelle giuste condizioni, sembrano uno solo.
Albers ne fece una vita intera. Per ventisette anni dipinse soltanto quadrati — la serie «Homage to the Square» — variando i colori dentro la stessa forma, per mostrare quanto l'occhio si lasci condurre.
Non era un trucco: era una lezione di umiltà. Il colore ci ricorda che non vediamo il mondo, ne vediamo le relazioni. Tutto, in un quadro, dipende da ciò che gli sta accanto.
Forse è la cosa più vera che la pittura possa insegnarci: niente esiste da solo. Anche noi siamo, in parte, il colore di chi ci sta vicino.
I margini
1 postille«Siamo, in parte, il colore di chi ci sta vicino.» Rubato, con gratitudine.